Avanti e indré ... che bel divertimento

11 AGO 20
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Ieri era il 10 aprile del 2012, il martedì dopo pasquetta, la borsa valoririaperta dopo la lunga festività è crollata. Metaforicamente s’intendenel senso che i valori quotati hanno subito l’ennesima drogatura e sonocaduti di un altro disastroso 5%. Lo spread che soppesa l’affidabilitàdei nostri Bot, veleggia a tutto vento verso il default.In realtà, di là dell’enormità del debito che grava sulle casse dellanostra economia, c’è in corso una manovra speculativa che ci colpisce neigangli vitali del risparmio. Pagare degli interessi sui Bot nella misura del2% (Bund tedeschi), e pagare l’8% ed oltre sui Bot italiani, èun’esosità che la finanza mondiale impone all’Italia (e agli altriPaesi indebitati) illudendosi di poter lucrare ulteriori guadagni dallenecessità economiche che gravano sui vari Stati della Ue. Non si rendeconto, la speculazione internazionale, che l’avidità di guadagno uccidela mucca e la zizza non darà più latte per nessuno. Noi faremo la finedell’Argentina e della Grecia e i creditori resteranno con un pugno dimosche in mano: un gioco allo scasso!Le cose procedono sull’orlo del precipizio e a settimane alterne lo spread oscilla rapinando miliardi agli sciocchi che nel listino di borsa hanno investito i loro risparmi: una follia che si ripete nei santuari che celebrano il sabba orgiastico della finanza.Corriamo il rischio d’irridere il professor Monti, travolto dallo spreadche avrebbe dovuto essere (come dichiarato dallo stesso professore, capo del governo, extrema ratio NAPOLITANA) alle nostre spalle: reminiscenza di un passato sprovveduto sommerso dalla marea di supertasse imposte agli italiani per risollevare l’economia. La caccia agli evasori è aperta, braccati per l’Italia per le vie dello shopping, da Cortina a Capri, da Via Frattina a Via Montenapoleone a Forcella, mercato dello scartiloffio a Napoli. Il Napoleone di Palazzo Chigi è sulla Beresina, Waterloo si staglia sullo sfondo.